
Piano Casa Veneto, è legge la proroga al 2013
NORMATIVA
Piano Casa Veneto, è legge la proroga al 2013
Approvato dal Consiglio Regionale lo slittamento dei termini, ok agli interventi nei centri storici
Vedi Aggiornamento
del 15/01/2013
11/07/2011 - Il nuovo Piano Casa del Veneto diventa legge. Il Consiglio Regionale ha approvato con 39 voti favorevoli, uno contrario e tre astenuti il testo che proroga al 30 novembre 2013 il termine per la presentazione delle domande di ampliamento, demolizione e ricostruzione.
Interventi ammessi
La nuova legge regionale prevede uno sconto sul contributo di costruzione per gli interventi effettuati su edifici destinati a prima abitazione.
Consentiti anche i lavori nei centri storici, a patto che lo strumento urbanistico non ponga vincoli di tutela e preveda la possibilità di ristrutturazione edilizia e urbanistica, nonché di demolizione e ricostruzione.
È ammesso il cambio di destinazione d’uso degli edifici, a condizione che la nuova destinazione sia consentita dalla disciplina di zona.
La norma concede un ulteriore premio volumetrico del 15% per gli interventi che prevedono la riqualificazione energetica dell’intero edificio.
Il bonus del 40% è inoltre ammesso anche per le demolizioni e ricostruzioni parziali.
Il ruolo dei Comuni
I Comuni entro il 30 novembre 2011 possono deliberare se e con quali modalità consentire gli interventi. Dopo questo termine si potrà intervenire in tutto il centro storico limitatamente alla prima casa.
Entro lo stesso termine, i Comuni possono decidere come attuare il Piano Casa fuori dai centri storici o se estendere le agevolazioni a seconde case, edifici produttivi, ricettivi, direzionali e commerciali. Scaduta la deadline, la legge regionale si applica nella sua interezza.
Ai Comuni, infine, viene anche demandata l’attribuzione delle competenze per autorizzare la realizzazione di impianti solari e fotovoltaici con potenza fino a 1Mw.
Il testo ha destato qualche critica di Ance Veneto. Secondo l’associazione regionale dei costruttori il testo finale sarebbe peggiore di quello licenziato dalla Commissione e avrebbe perso il necessario carattere di tempestività.
Secondo il presidente Luigi Schiavo, il provvedimento potrebbe rimanere congelato fino al 30 novembre, in attesa delle delibere comunali.
Interventi ammessi
La nuova legge regionale prevede uno sconto sul contributo di costruzione per gli interventi effettuati su edifici destinati a prima abitazione.
Consentiti anche i lavori nei centri storici, a patto che lo strumento urbanistico non ponga vincoli di tutela e preveda la possibilità di ristrutturazione edilizia e urbanistica, nonché di demolizione e ricostruzione.
È ammesso il cambio di destinazione d’uso degli edifici, a condizione che la nuova destinazione sia consentita dalla disciplina di zona.
La norma concede un ulteriore premio volumetrico del 15% per gli interventi che prevedono la riqualificazione energetica dell’intero edificio.
Il bonus del 40% è inoltre ammesso anche per le demolizioni e ricostruzioni parziali.
Il ruolo dei Comuni
I Comuni entro il 30 novembre 2011 possono deliberare se e con quali modalità consentire gli interventi. Dopo questo termine si potrà intervenire in tutto il centro storico limitatamente alla prima casa.
Entro lo stesso termine, i Comuni possono decidere come attuare il Piano Casa fuori dai centri storici o se estendere le agevolazioni a seconde case, edifici produttivi, ricettivi, direzionali e commerciali. Scaduta la deadline, la legge regionale si applica nella sua interezza.
Ai Comuni, infine, viene anche demandata l’attribuzione delle competenze per autorizzare la realizzazione di impianti solari e fotovoltaici con potenza fino a 1Mw.
Il testo ha destato qualche critica di Ance Veneto. Secondo l’associazione regionale dei costruttori il testo finale sarebbe peggiore di quello licenziato dalla Commissione e avrebbe perso il necessario carattere di tempestività.
Secondo il presidente Luigi Schiavo, il provvedimento potrebbe rimanere congelato fino al 30 novembre, in attesa delle delibere comunali.