12/03/2012 - Cresce l’attesa per la definizione delle aliquote Imu, che i Comuni dovranno deliberare entro il 30 giugno. Mentre analisi e previsioni lasciano presupporre che saranno Roma, Bari, Lecce e Venezia le città con gli aumenti maggiori, si cerca di capire come agiranno gli enti locali per compensare il taglio dei trasferimenti statali, considerando anche che in molti casi il gettito Imu deve essere suddiviso tra Stato e Comuni.
Secondo la nuova normativa in vigore, i proventi dell’Imu sulle prime case spettano per intero ai Comuni, mentre quelli su seconde abitazioni e altri immobili vanno ripartiti tra Stato ed enti locali. Per aumentare le entrate, la soluzione più facile sarebbe quella di aumentare le aliquote sull’abitazione principale. Un sistema che rischierebbe però di non essere equo.
Vediamo quindi cosa potrebbe succedere nei maggiori comuni italiani.
Le città più penalizzate: Bari, Roma, Lecce e Venezia
Secondo le stime della Cgia di Mestre, Associazione artigiani piccole e medie imprese, a Bari, Roma, Lecce e Venezia le prime abitazioni potrebbero essere maggiormente colpite dagli aumenti. In generale, però, l'Imu sulla prima casa sarà più leggera dell'Ici per le famiglie con figli a carico.
In base ai dati della Cgia, elaborati ipotizzando che nei Comuni si ricorra all’aliquota ordinaria del 4 per mille, i proprietari di prima casa pagheranno in media 397 euro a Roma, 345 euro a Bologna e 297 a Bari.
Tenendo in considerazione le detrazioni per i figli a carico, la Cgia ha ipotizzato due possibili scenari, i cui risultati sono stati rapportati alle somme precedentemente pagate in regime Ici.
Nel primo caso, con nuclei familiari senza figli a carico, i vantaggi si registreranno in particolare a Savona, con un risparmio di 134 euro rispetto all’Ici, a Taranto, dove si pagheranno 133 euro in meno, e a Varese, in cui sarà possibile risparmiare 101 euro. Al contrario, in trentatré capoluoghi ci saranno aumenti rispetto al sistema di imposizione precedente. I più consistenti si registreranno a Bari, Roma, Lecce e Venezia, dove i proprietari della prima abitazione pagheranno circa 70 euro in più. Nel giorni scorsi, però, il sindaco di Roma Alemanno ha affermato che l'aliquota sulla prima casa sarà il più bassa possibile.
Con un figlio a carico la situazione migliora perché solo in otto Comuni l’Imu supererà l’importo dell’Ici. Con ulteriori figli a carico, invece, l’Imu sarà sempre più bassa dell’Ici.
La Cgia ha fatto notare che quando la rendita catastale di un'abitazione principale supera i 620 euro, l'Imu diventa più pesante rispetto all'Ici.
Le stime della Cgia partono dal presupposto che i Comuni, pur avendo un margine di manovra del 2 per mille, decidano di non modificare le aliquote. In molti Comuni la situazione potrebbe quindi cambiare con l’approvazione dei bilanci di previsione. Facendo riferimento alle risorse disponibili, ai vincoli del patto di stabilità e al taglio dei trasferimenti statali, alcuni enti locali, spinti dalla necessità di aumentare le entrate, potrebbero optare per il ritocco delle aliquote.
Milano: aumento dei costi e rischi per il mercato
Parallelamente alle affermazioni del sindaco Giuliano Pisapia, critico sulla possibilità che i Comuni si trasformino nel terzo esattore, senza la possibilità di beneficiare del prelievo fiscale, il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha stimato che, mantenendo le aliquote base, il costo dell’Imu aumenterà del 144 per cento rispetto all’Ici.
In una lettera inviata al sindaco di Milano, Clerici ha inoltre chiesto di mantenere al 4 per mille l’aliquota sugli immobili locati perché, in caso contrario, potrebbe esserci un abbandono del mercato delle locazioni. Ma non solo. Secondo il presidente di Assoedilizia, l’aumento della base imponibile, previsto dalla Manovra Salva Italia, potrebbe creare tensioni sociali se non compensato da una riduzione delle aliquote.