03/10/2013 - "Da cinque anni si parla di smart city, si è arrivati a questo concetto mettendo insieme economia, mobilità, governo locale, ambiente. La Smart city unisce approccio energetico, urbanistico, ict, sociologico". Così
Mauro Annunziato di ENEA - UTTEI, Subcoordinatore European Joint Programme Smart Cities, ha aperto i lavori dell'incontro. L'evoluzione della 'Smart city' è la 'Smart community', un sistema di relazioni da gestire con tecnologia human oriented; occorre quindi identificare le 'tecnologie abilitanti' necessarie a sviluppare tali relazioni - ha concluso Annunziato.
Nadia Busato, Coordinatrice TDL Smart City del Comune di Brescia, ha definito la Smart city: un contesto territoriale in cui le risorse umane e naturali sono gestite con le ict per creare un ecosistema che utilizza al meglio le risorse e fornisce servizi integrati e intelligenti. I bilanci della Smart City devono comprendere i costi ambientali e di salute dei cittadini.
Investire sul web e sull'Ict è una scelta politica. I cittadini chiedono Culture, community, citizenship. La Smart City è fatta dalle 6P: pubblico, privati, persone, partnership, piattaforma, performance, e deve valorizzare le potenzialità della città: talenti, innovazione, connessioni, città unica. Alcuni soggetti investitori hanno valutato come 'profitto' la conservazione del capitale.
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Iris Flacco, Dirigente Politica Energetica, Qualità dell'Aria e SINA della Regione Abruzzo, ha trattato i criteri dell’efficienza energetica negli appalti pubblici. Il problema è che spesso i finanziamenti UE arrivano in ritardo e nel frattempo le esigenze sono cambiate. Da un approccio top-down si dovrebbe quindi passare a approccio bottom up. Gli enti locali dovrebbero inoltre perseguire gli obiettivi 20-20-20 con i propri strumenti di pianificazione perché il settore del risparmio energetico produce risparmio economico e nuova impresa e nuova occupazione.
Nicoletta Gozo, Coordinatrice Progetto Lumiere dell’ ENEA , ha affermato che la pubblica illuminazione ha un ruolo centrale nella gestione sostenibile della città. In Italia ci sono 10 milioni di punti luce, per 4000/8500 ore di luce all'anno. Spesso gli impianti sono vecchi ed energivori, ma esistono anche tecnologie innovative e professionisti capaci di ridurre i consumi. Il progetto lumiere prevede di utilizzare la rete della pubblica illuminazione e i pali come elementi di smart services. Su queste basi, l'Enea ha messo a punto le linee guida per la corretta gestione della pubblica illuminazione ed è in arrivo il progetto finanziario per verificare la bancabilità del progetto.
Carlo Luigi Ostorero del Politecnico di Torino - Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica ha illustrato il Progetto OMNIA basato su un ecodistrict che proviene da un workshop, con una super mini house, un modello di casa con sliding shell (guscio frangisole scorrevole), da realizzare in spazi residuali. Il progetto affronta una contraddizione, cioè che con la carenza di denaro si riducono le superfici delle case, ma non i consumi energetici.
Al convegno è intervenuto
Antonio Tajani, vice presidente della Commissione europea, il quale ha ricordato che nel bilancio UE 2014-2020 c'è un pacchetto di risorse per la ricerca, una parte del quale è destinato alle Smart city e alle costruzioni ecoefficienti, anche per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica di edifici nei centri storici. Anche le politiche di ristrutturazione industriale - ha aggiunto Tajani - sono orientate al risparmio energetico.
Gloria Piaggio, Segretario Generale Associazione Genova Smart City, ha affermato che bisogna mettere insieme tutti i portatori di interessi e che Genova fa parte di una task force di ricerca sull'impiego dei led nella pubblica illuminazione.
Caterina Sarfatti, Policy Advisor Relazioni Internazionali, Politiche Comunitarie e Smart Cities del Comune di Milano, ha ricordato l'input che è venuto dai bandi Ue sulle Smart cities e che poi la città ha proseguito su questa strada. Sono stati mappati 65 progetti già avviati, che messi insieme fanno un progetto di Smart City. A questi vanno aggiunti i progetti portati avanti da altri attori della città, con in tutto 6 tavoli tematici per discutere degli obiettivi, le criticità e le soluzioni.