
Sicurezza strutturale nelle scuole, i presidi saranno esentati da responsabilità
SICUREZZA
Sicurezza strutturale nelle scuole, i presidi saranno esentati da responsabilità
Due ddl propongono di affidare il monitoraggio statico a chi ne ha le competenze. RPT: i dirigenti scolastici vengano affiancati da professionisti
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del 03/09/2018

11/09/2017 - La sicurezza strutturale degli edifici scolastici va affidata a chi possiede le competenze necessarie per una corretta valutazione e, di conseguenza, i dirigenti scolastici che assolvono i loro obblighi vanno esentati da responsabilità.
Questo il principio alla base di due proposte di legge, concernenti la responsabilità dei dirigenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e di sicurezza degli edifici scolastici.
In tal modo il dirigente scolastico si assume più responsabilità di quelle che può effettivamente espletare considerando che gli edifici scolastici pubblici sono di proprietà degli enti territoriali e che i presidi non hanno poteri decisionali illimitati sulla manutenzione del bene immobile.
In più i dirigenti scolastici non hanno competenze, conoscenze e informazioni tecniche relative all’immobile nel quale si svolge l’attività scolastica e non possiedono le competenze ingegneristiche per valutare con precisione le situazioni di pericolo.
Partendo da questi presupposti, il disegno di legge 3830, a firma dell’On. Serena Pellegrino, prevede che i dirigenti scolastici siano esentati da qualsiasi responsabilità (civile, amministrativo e penale) se assolvono tempestivamente all’obbligo di richiesta di interventi strutturali di manutenzione.
Inoltre, un secondo disegno di legge a firma di Mara Carocci, ddl 3963, prevede che il dirigente abbia l’obbligo di vigilanza solo per i rischi attinenti all’attività scolastica, mentre la valutazione dei rischi strutturali degli edifici e l’individuazione delle misure necessarie a prevenirli siano a carico dell’ente proprietario.
I Tecnici condividono il principio secondo cui la responsabilità dei dirigenti scolastici debba essere limitata alla sicurezza connessa all’attività didattica e la sicurezza relativa agli edifici deve essere posta a capo degli enti locali, proprietari degli edifici.
RPT sottolinea: “Riteniamo che l’attività di monitoraggio delle scuole debba essere demandata ai professionisti tecnici che garantiscono, tra l’altro, la terzietà della valutazione. Senza contare il fatto che, in molti casi, gli enti locali, soprattutto quelli di piccole dimensioni, non hanno i mezzi per provvedere in proprio”.
“Il monitoraggio, oltre tutto, deve essere reiterato nel tempo, dal momento che le condizioni degli edifici scolastici possono mutare nel corso degli anni. I professionisti tecnici italiani, grazie anche al fatto di avere imparato a fare rete, garantiscono una presenza capillare nel territorio e risultano le figure professionali più idonee per garantire il corretto svolgimento di queste attività”.
In aggiunta al contenuto delle proposte di legge la RTP ha chiesto che, in virtù del principio di sussidiarietà affermato nell’art.5 del Jobs Act Autonomi, i dirigenti scolastici vengano affiancati e supportati da professionisti iscritti agli Albi delle professioni tecniche, nell’ambito delle rispettive competenze, in modo che valutino i rischi strutturali degli edifici, individuando le misure necessarie a prevenirli.
Questo il principio alla base di due proposte di legge, concernenti la responsabilità dei dirigenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e di sicurezza degli edifici scolastici.
Sicurezza nelle scuole: chi ha la responsabilità
Sul fronte della sicurezza nelle scuole (intese come luoghi di lavoro), il Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro (Dlgs 81/2008) prevede che sia il dirigente scolastico ad occuparsi degli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare la sicurezza della scuola. Il Testo Unico, pur indicando che tali obblighi si intendono assolti con la richiesta del loro adempimento, non specifica su chi ricadano le responsabilità (se dirigente ha ottemperato agli obblighi) qualora si concretizzino danni a cose e persone.In tal modo il dirigente scolastico si assume più responsabilità di quelle che può effettivamente espletare considerando che gli edifici scolastici pubblici sono di proprietà degli enti territoriali e che i presidi non hanno poteri decisionali illimitati sulla manutenzione del bene immobile.
In più i dirigenti scolastici non hanno competenze, conoscenze e informazioni tecniche relative all’immobile nel quale si svolge l’attività scolastica e non possiedono le competenze ingegneristiche per valutare con precisione le situazioni di pericolo.
Partendo da questi presupposti, il disegno di legge 3830, a firma dell’On. Serena Pellegrino, prevede che i dirigenti scolastici siano esentati da qualsiasi responsabilità (civile, amministrativo e penale) se assolvono tempestivamente all’obbligo di richiesta di interventi strutturali di manutenzione.
Inoltre, un secondo disegno di legge a firma di Mara Carocci, ddl 3963, prevede che il dirigente abbia l’obbligo di vigilanza solo per i rischi attinenti all’attività scolastica, mentre la valutazione dei rischi strutturali degli edifici e l’individuazione delle misure necessarie a prevenirli siano a carico dell’ente proprietario.
Sicurezza degli edifici scolastici: un tecnico per ogni edificio
La Rete delle Professioni Tecniche (RPT), ricevuta in audizione alle commissioni riunite Cultura e Lavoro della Camera dei Deputati, ha accolto con favore entrambe le proposte di legge perché ritiene che “tale onere non può essere conferito a chi non possiede le competenze necessarie per una corretta valutazione”.I Tecnici condividono il principio secondo cui la responsabilità dei dirigenti scolastici debba essere limitata alla sicurezza connessa all’attività didattica e la sicurezza relativa agli edifici deve essere posta a capo degli enti locali, proprietari degli edifici.
RPT sottolinea: “Riteniamo che l’attività di monitoraggio delle scuole debba essere demandata ai professionisti tecnici che garantiscono, tra l’altro, la terzietà della valutazione. Senza contare il fatto che, in molti casi, gli enti locali, soprattutto quelli di piccole dimensioni, non hanno i mezzi per provvedere in proprio”.
“Il monitoraggio, oltre tutto, deve essere reiterato nel tempo, dal momento che le condizioni degli edifici scolastici possono mutare nel corso degli anni. I professionisti tecnici italiani, grazie anche al fatto di avere imparato a fare rete, garantiscono una presenza capillare nel territorio e risultano le figure professionali più idonee per garantire il corretto svolgimento di queste attività”.
In aggiunta al contenuto delle proposte di legge la RTP ha chiesto che, in virtù del principio di sussidiarietà affermato nell’art.5 del Jobs Act Autonomi, i dirigenti scolastici vengano affiancati e supportati da professionisti iscritti agli Albi delle professioni tecniche, nell’ambito delle rispettive competenze, in modo che valutino i rischi strutturali degli edifici, individuando le misure necessarie a prevenirli.