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Parquet in cucina e in bagno, sì o no?

Parquet in cucina e in bagno, sì o no?

Grazie alle sue caratteristiche di igroscopia ed anisotropia un pavimento in legno si muove e si ridimensiona in base all'umidità assorbita dall'ambiente circostante

Vedi Aggiornamento del 21/02/2025
Parquet in bagno e cucina, guida alla posa - Foto: djedzura 123rf.com
Parquet in bagno e cucina, guida alla posa - Foto: djedzura 123rf.com
di Rossella di Gregorio
Vedi Aggiornamento del 21/02/2025
29/07/2024 - Si è spesso portati a pensare che la posa del parquet in bagno o in cucina sia un errore in quanto si tratta di ambienti ricchi di umidità. Ma è proprio così?
 
In passato, il parquet veniva utilizzato principalmente nella zona notte, meno soggetta a usura e calpestio. Tuttavia, nei progetti contemporanei, si tende a privilegiare l'uniformità dei rivestimenti in tutta la casa. Cosa accade dunque con il parquet?
 

Le caratteristiche del parquet

Il legno è un materiale igroscopico e anisotropo.
 
In quanto igroscopico il legno scambia umidità con l’atmosfera circostante, può espellerla o trattenerla sotto forma liquida o di vapore acqueo. Questo processo comporta variazioni nella massa delle tavole di legno, tuttavia essendo anche un materiale anisotropo, ovvero che ha la capacità di espandersi e contrarsi in modo diverso lungo diverse direzioni (nel legno la variazione dimensionale è importante nella larghezza mentre è minima nella lunghezza) riesce a gestire le variazioni di umidità senza subire danni strutturali.
 

Il parquet teme l’umidità e l’acqua?

Abbiamo detto che il legno scambia umidità con l’ambiente. Il processo per cui il legno cerca continuamente l'equilibrio in base alle condizioni ambientali dove viene posto in opera si chiama equilibratura dinamica igroscopica.
 
Un parquet cercherà sempre l’equilibratura dinamica igroscopica anche se posto in ambienti ricchi di umidità e vapore acqueo come la cucina e il bagno.
 
Per la sua natura porosa il legno non è resistente all’acqua, per questo motivo tutti i parquet devono essere protetti e rivestiti da speciali finiture, che possono essere o strati di vernice o impregnazione di oli, che rendono il pavimento ligneo idrorepellente.
 
Abbiamo approfondito la finitura per parquet, verniciata o oleata, in questo focus.
 

Cosa accade al parquet quando è a contatto con l’umidità?

Il parquet cerca sempre un ri-equilibrio tramite assorbimento o espulsione dell'umidità. Questo processo ha come conseguenza la variazione della massa delle singole tavolette posate a pavimento.
 
Quando il legno assorbe umidità subisce una variazione in aumento che provoca la dilatazione delle plance, mentre quando il legno cede umidità subisce una sorta di contrazione. Per questo si dice che "il legno è un materiale vivo", perché si muove e si ridimensiona in base all'umidità assorbita dall'ambiente circostante.
 
Questa dinamica, ossia il dilatarsi e il contrarsi, sono proprie del legno. Pertanto, quando il legno è a contatto con l’umidità, che può prodursi in ambienti come una cucina o un bagno, è del tutto normale che subisca delle piccole variazioni dimensionali.
 
I cambiamenti delle condizioni ambientali di ambienti come una cucina o un bagno possono essere considerati lievi; pertanto, le modifiche che il legno subisce sono reversibili.
 
Diverso è il discorso quando si parla di variazioni di condizioni ambientali “straordinarie”, si pensi ad un allagamento accidentale, in questi casi le variazioni di umidità potrebbero essere talmente importanti da compromettere irreversibilmente il pavimento in legno.
 

Parquet in cucina o bagno, ecco cosa fare

Vediamo nei prossimi paragrafi tutte le accortezze progettuali, che possono essere prese sin dalla fase di scelta, per posare questa tipologia di pavimento in cucina o in bagno serenamente.
 

Scelta dell’essenza

Se si ha in mente di posare il parquet in tutta casa, cucina e bagni compresi, si potrebbe optare per essenze particolarmente resistenti. Nel focus dedicato alle specie legnose avevamo visto le differenze tra legno duro e tenero.
 
I legni duri, proveniente dai boschi di latifoglie, sono sicuramente maggiormente indicati per essere posizionati in cucina e in bagno, per le loro qualità di durezza e resistenza all’abrasione e soprattutto la buona resistenza all’umidità.
 
Alcune essenze legnose dure sono ad esempio il teak, il wengè, l’iroko e il rovere.
 

Scegliere un adeguato spessore del legno

In ambienti come bagni e cucina il processo di usura e deterioramento del parquet può essere più veloce che in altri ambienti a basso utilizzo, come potrebbero essere le camere da letto.
 
Per ripristinare l’originale bellezza del parquet sarà quindi necessario procedere con interventi di levigatura o anche detti di lamatura. Dato che con la levigatura viene eliminato un sottilissimo strato di legno nobile è importante scegliere un adeguato spessore delle tavole di legno.
 
Secondo le prescrizioni contenute nella norma UNI EN 13756, lo spessore dello strato nobile non deve mai essere inferiore ai 2,5 mm, si tratta di una condizione necessaria perché il pavimento possa essere definito come parquet; tuttavia, per parquet in cucina e bagno si consigliano spessori tra i 4 e 5 mm.
 

La posa del parquet

La posa del parquet può essere incollata o flottante. In cucina e in bagno è preferibile utilizzare una posa incollata anziché una flottante, poiché l'incollaggio continuo sotto tutta la superficie del parquet impedisce la formazione di intercapedini d'aria tra il massetto e la pavimentazione in legno.
 
Tali intercapedini possono causare la formazione di sacche di umidità dannose, portando a sollevamenti e scollamenti localizzati del parquet.
 
La posa del parquet è una delle operazioni che richiede maggiore attenzione. In questa fase vanno eseguite delle verifiche igrometriche, per scongiurare la presenza di umidità sia nel massetto di supporto ma anche nell’ambiente.
 
L'umidità presente nel massetto contamina il parquet facendolo rigonfiare e deformare; pertanto, è necessario verificare che sia al di sotto dei livelli previsti dalle norme tecniche.
 
Inoltre, soprattutto nei cantieri di nuove costruzioni, si sottovaluta molto l’umidità ambientale nella fase di post posa del parquet.
 
Il parquet viene posato dopo che gli intonaci sono stati realizzati. Ma spesso non si attende che gli intonaci siano perfettamente asciutti per procedere con la posa della pavimentazione, quindi continueranno a rilasciare umidità.
 
Sarà necessario far aerare correttamente i locali. La presenza di umidità da asciugatura dei muri combinata alla mancata aerazione possono provocare danni a lungo termine sul parquet.
 

Parquet su pavimento radiante, verifica di shock termico

Quando nell’abitazione è installato un impianto di riscaldamento a pavimento, la semplice misurazione dell'umidità superficiale nel massetto di supporto non è sufficiente. Prima della posa del parquet, è necessario eseguire la verifica di shock termico. Tale principio è valido per tutti gli ambienti della casa, a maggior ragione se si posa il parquet anche in cucina e nei bagni.
 
Questo ciclo di preriscaldamento del massetto permette di eliminare l'umidità residua presente nel massetto dopo il periodo di maturazione. In particolare, nei sistemi di riscaldamento a pavimento, è fondamentale rimuovere l'umidità residua accumulata sotto e attorno ai tubi del riscaldamento per garantire una corretta installazione del pavimento.
 

Controllare sempre le condizioni ambientali

Un ambiente troppo caldo ed umido oppure esageratamente freddo e secco è un ambiente non confortevole che mette a rischio prima di tutto la salute degli abitanti della casa ma anche la durabilità di un parquet.  
 
L'umidità ambientale delle abitazioni con pavimentazione in legno, inclusi bagni e cucine, deve essere mantenuta tra il 45% e il 60%.
 
Sarà fondamentale garantire sempre la giusta aerazione e ventilazione degli ambienti, sia essa naturale o meccanica, prevedendo l’installazione di una ventilazione meccanica controllata centralizzata o puntuale.
 
In inverno, quando a motivo del riscaldamento acceso, i valori di umidità possono essere bassi, è possibile ristabilire i valori corretti attraverso l’utilizzo di idonei umidificatori. Si potrebbe dotare la propria casa di cronotermostati smart dotati di sensori termoigrometrici in grado di settare l’impianto di climatizzazione in modo da mantenere i valori ambientali sempre a livelli di comfort ideali.
 
Infine, è consigliabile adottare sempre semplici misure preventive, come asciugare tempestivamente il parquet e utilizzare la cappa di aspirazione durante la cottura dei cibi per mantenere sotto controllo i livelli di umidità nell'ambiente.
 
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