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Ecobonus caldaie, le imprese del gas chiedono di mantenerlo

Ecobonus caldaie, le imprese del gas chiedono di mantenerlo

Secondo Proxigas, Assogas, Assogasliquidi-Federchimica e Utilitalia, la Direttiva Case Green non vieta incentivi per nuove caldaie a gas rinnovabili

Vedi Aggiornamento del 26/03/2025
Ecobonus caldaie 2025, le imprese del gas chiedono di mantenerlo
Ecobonus caldaie 2025, le imprese del gas chiedono di mantenerlo
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 26/03/2025
08/11/2024 - La Direttiva EPBD, non ancora recepita dal nostro Paese, non vieterà gli incentivi alle caldaie se possono essere alimentate da gas rinnovabili, di cui l’Italia ha buone potenzialità di produzione, ma definisce soltanto obiettivi di risparmio energetico e di decarbonizzazione con riferimento al parco immobiliare.
 
Le Linee Guida emanate dalla Commissione Europea per favorirne l’attuazione rappresentano un documento non vincolante dal punto di vista giuridico e lasciano agli Stati membri individuare le tecnologie funzionali al percorso di decarbonizzazione e di efficientamento più adatto per il proprio contesto nazionale.
 
È questa la posizione espressa dalle imprese del settore gas associate a Proxigas, Assogas, Assogasliquidi-Federchimica e Utilitalia in una nota congiunta diffusa in concomitanza con l’avvio dell’esame parlamentare della Legge di Bilancio 2025.
 
Secondo uno studio realizzato da Bip Consulting - spiegano le associazioni -, le caldaie a condensazione, che impiegheranno quote crescenti di green gas, rappresentano la tecnologia più economica, efficace e praticabile per decarbonizzare i consumi residenziali italiani.
 
Le ragioni di questa evidenza, secondo le imprese del settore gas, sono diverse. Prima di tutto, il parco residenziale italiano è caratterizzato da immobili costruiti per oltre il 70% prima degli anni ’80. Gli stessi sono posizionati per il 50% nelle ultime classi energetiche, F e G, e si trovano in aree geografiche con caratteristiche climatiche fredde per il 50% dei casi. Inoltre, gli immobili che ricadono nella categoria degli edifici storici sono numerosi.

Un altro dato significativo è che il 60% degli appartamenti con riscaldamento autonomo non presenta un giardino privato, un terrazzo o uno spazio esterno. Elementi che limitano le alternative tecnologiche realmente utilizzabili per il riscaldamento.
 
Per questo lo studio stima che - dato il contesto - dei 16,6 milioni di abitazioni in classe F e G, solo meno di 6 milioni potrebbero accogliere una pompa di calore elettrica. Ma se si affina l’analisi e si considerano anche i fattori legati al reddito delle famiglie, essendo le pompe di calore elettriche molto costose, il numero si riduce a meno di 2 milioni di abitazioni.
 

Inoltre, confrontando oltre che i costi di istallazione anche i costi di gestione dell’impianto, lo studio dimostra come le caldaie a condensazione si confermino le soluzioni più economiche per il consumatore.
 
Per attuare concretamente un percorso di efficientamento e decarbonizzazione dei consumi residenziali nel nostro Paese è necessaria quindi una presa di consapevolezza delle peculiarità del nostro territorio e del nostro contesto sociale ed economico guardando prioritariamente all’interesse dei consumatori.
 
Garantire, anche per il 2025, i benefici dell’ecobonus per le caldaie - concludono i produttori del settore gas - significa permettere a tutti i cittadini italiani, anche quelli con meno disponibilità economiche, di proseguire sulla strada della decarbonizzazione e dell’efficientamento dei consumi residenziali.
 

Ecobonus caldaie nel ddl di Bilancio 2025

Ricordiamo che, ad oggi, il Governo sembra intenzionato a proseguire con l’ecobonus per il triennio 2025-2027, seppur riducendo le aliquote: nel ddl di Bilancio all’esame del Parlamento è infatti prorogato l’ecobonus per “la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione, anche dotati di sistemi di termoregolazione evoluti, pompe di calore ad alta efficienza, impianti geotermici a bassa entalpia, apparecchi ibridi costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, micro-cogeneratori e generatori di calore alimentati da biomasse”, senza escludere alcuna tecnologia dal novero di quelle che sono state incentivate fino al 2024.
 
Tuttavia, dai nuovi incentivi saranno esclusi gli impianti alimentati unicamente a combustibili fossili, come previsto dall’articolo 17, paragrafo 15 della Direttiva Case Green che consente agli Stati di concedere incentivi finanziari solo per gli impianti ibridi o alimentati interamente da fonti rinnovabili.
 
La richiesta dei produttori del settore gas pare quindi finalizzata a mettere la proroga prevista dal ddl di Bilancio al riparo da modifiche che possano escludere alcune tecnologie impiantistiche dalla possibilità di essere incentivate.
 
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