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Permessi edilizi, più lunghi i termini per i ricorsi

Permessi edilizi, più lunghi i termini per i ricorsi

CdS: ricorso anche dopo 60 giorni dal momento in cui si scopre la richiesta di pagamento dalla PA

Vedi Aggiornamento del 28/11/2014
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 28/11/2014
27/12/2011 - Nelle controversie sui pagamenti dei contributi inerenti a concessioni e permessi edilizi si può presentare ricorso anche dopo sessanta giorni dal momento in cui l’interessato è venuto a conoscenza della richiesta di pagamento da parte dell’Amministrazione.
 
Si è espresso in questi termini il Consiglio di Stato, che con la sentenza 5852/2011 ha riformato la precedente pronuncia del Tar Campania.
 
Il Tar aveva respinto il ricorso contro la diffida di un Comune al pagamento degli oneri di costruzione e delle sanzioni per un intervento edilizio realizzato con Dia. La decisione era stata motivata spiegando che l’impugnazione era stata tardiva.
 
Il CdS ha però rilevato che in questo tipo di controversie il ricorso può essere presentato anche nel termine di prescrizione del diritto, cioè dopo che siano trascorsi più 60 giorni dalla conoscenza, da parte dell’interessato, dell’atto con cui l’amministrazione ha quantificato i contestati contributi, richiedendone il pagamento.
 
Il Consiglio di Stato ha fatto anche notare alcune incongruenze sulla qualificazione dell’intervento.
La dichiarazione presentata nel 2003 si riferiva ad opere di manutenzione straordinaria. Il Comune non aveva contestato che in realtà si trattava di un intervento di ristrutturazione, che come tale in realtà necessita del permesso di costruire.
 
Il Comune non era neanche intervenuto per la riqualificazione dell’intervento, ma, fa notare il CdS, sembra che la riqualificazione sia stata effettuata solo nel 2007, cioè al momento di determinare gli oneri di urbanizzazione e i costi di costruzione. Motivazioni che hanno spinto il CdS ad accogliere il ricorso, riformando la precedente pronuncia.
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