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IMU, conguaglio di dicembre a forte rischio stangata

IMU, conguaglio di dicembre a forte rischio stangata

Possibili modifiche fino all’approvazione dei bilanci di previsione entro il 31 ottobre, Mef: nessun ritardo per gli immobili della Chiesa

Vedi Aggiornamento del 06/11/2012
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 06/11/2012
11/09/2012 - Ancora incerto il panorama dell’Imu, che potrebbe cambiare entro la fine dell’anno. Dopo il pagamento della prima rata e l’approssimarsi della seconda, resta l’incognita del conguaglio di dicembre, su cui si può solo ipotizzare in che misura si scaricheranno le decisioni dei Comuni, da definire entro il 31 ottobre. Sono stati invece risolti i dubbi sugli adempimenti per gli immobili appartenenti alla Chiesa e ad altri enti non commerciali, che a detta del Mef, Ministero dell’Economia e delle finanze, non subiranno alcun ritardo.  
 
Aliquote Imu verso la definizione
Nonostante molti enti locali abbiano già deliberato le aliquote dell’imposta municipale unica, la situazione potrebbe cambiare con l’approvazione dei bilanci di previsione, che deve avvenire entro il 31 ottobre.
Si tratta di un termine slittato più volte, spostato progressivamente al 30 giugno dal Milleproroghe, poi al 31 agosto, e infine 31 ottobre dopo le richieste di differimento avanzate dall’Anci, accolte dal DM 2 agosto 2012 varato dal Ministero dell’Interno.
Il susseguirsi delle proroghe è dovuto alla situazione di incertezza derivante dalla nuova disciplina sul’Imu, che ha spinto i Comuni a chiedere più tempo per poter effettuare stime realistiche sulle entrate attese.
 
Sulla base dei tagli agli enti locali e dal gettito incamerato con le prime rate, in sede di predisposizione dei bilanci di previsione, i Comuni potrebbero decidere di rivedere ulteriormente le aliquote, che già in molti casi sono più alte rispetto a quelle di riferimento fissate dalla Manovra Salva Italia.
Le previsioni sul gettito atteso in molti casi sono state contraddette perché si è fatto affidamento su fattori che successivamente sono stati disattesi. Una situazione che potrebbe spingere alcuni enti locali a innalzare le aliquote per necessità di bilancio.
 
Al momento, se molti Comuni hanno confermato l’imposta al 4 per mille sull’abitazione principale, quasi nessuno ha mantenuto il 7,6 per mille su seconde case e altre tipologie di immobili. Nei maggiori capoluoghi, infatti, l’aliquota sugli immobili diversi dall’abitazione principale tocca punte del 10,6 per mille. A pesare su questa decisione c’è senz’altro il fatto che, mentre i proventi dell’Imu sulla prima casa rimangono nelle casse degli enti locali, quelli derivanti dagli altri immobili vanno divisi con lo Stato.
 
Pensare che, dopo il pagamento delle prime rate, sul conguaglio di dicembre potrebbe scaricarsi l’effetto di un ulteriore aumento delle aliquote, significa essere pronti ad affrontare una stangata.
 
Chiesa ed Enti non commerciali
Sembra invece risolto il nodo degli immobili appartenenti alla Chiesa e agli Enti non commerciali, che ai sensi della nuova normativa saranno soggetti al pagamento dell’Imu per la parte di edificio destinata ad attività commerciali. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fatto sapere che gli adempimenti per il 2013 non subiranno nessun ritardo. Qualche timore era stato espresso per la mancata approvazione del decreto attuativo, previsto dall’articolo 91-bis del DL Liberalizzazioni 1/2012, con cui determinare le porzioni di immobile soggette ad Imu e quelle esenti.
A tal proposito il Mef ha specificato che è già in vigore il primo comma dell'articolo 91-bis, in base al quale sono esenti solo gli immobili destinati alle attività non commerciali.
Gli immobili a destinazione mista, per cui non sia possibile procedere al distinto accatastamento della frazione di unità immobiliare nella quale si svolge l'attività di natura non commerciale, dal 1º gennaio 2013 saranno tassati in modo proporzionale all'utilizzazione commerciale. Dal momento che la bozza del regolamento è stata inviata mercoledì scorso al Consiglio di Stato per il parere, il Mef ritiene che nel 2013 non si risentirà di nessuno slittamento dei termini.
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