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Via al pagamento dell'IMU, entro lunedì la prima tranche

Via al pagamento dell'IMU, entro lunedì la prima tranche

Ancora da sciogliere il nodo sull’esenzione triennale per gli immobili delle imprese rimasti invenduti

Vedi Aggiornamento del 11/09/2012
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 11/09/2012
15/06/2012 - In scadenza la deadline per il pagamento della prima rata dell’Imu. Entro lunedì i contribuenti devono pagare la metà o un terzo dell’imposta municipale propria sugli immobili.
 
Come già affermato per calcolare l’importo da pagare la rendita catastale deve essere rivalutata del 5 per cento, facendo attenzione che il valore risultante in Catasto non sia già stato rivalutato, e moltiplicata per un moltiplicatore, che nel caso degli immobili abitativi è 160. Al risultato va applicata l’aliquota, che al momento è stata fissata allo 0,4 per cento per la prima casa e allo 0,76 per cento per seconda casa e altri immobili. Dal risultato si sottraggono eventualmente le detrazioni cui si ha diritto, ad esempio in presenza di figli conviventi e a carico di età inferiore a 26 anni.

Usufruiscono dell’aliquota allo 0,4 per cento anche le pertinenze dell’abitazione principale, che possono trovarsi in categoria catastale C/2 (magazzini, soffitte, cantine, locali di sgombero), C/6 (box auto e garage), C/7 (tettoie e posti auto). Ogni abitazione può avere tre pertinenze, ma ognuna deve appartenere ad una categoria catastale diversa. Se, invece, alla stessa casa sono collegati due garage, l’agevolazione potrà essere applicata solo ad uno di essi.
 
L’importo può essere suddiviso in due o tre tranches. Le modalità di rateizzazione dipendono dalla destinazione dell’immobile. L’agevolazione della suddivisione in tre rate è riservata infatti agli immobili residenziali destinati ad abitazione principale, che dopo l’appuntamento di lunedì pagheranno le altre a settembre e dicembre.
Per seconde case e immobili destinati ad uso diverso dal residenziale, oltre alla quota di lunedì il saldo dovrà essere versato a dicembre.
 
Sia che si suddivida il pagamento in tre rate o che se ne scelgano due, a dicembre ci potrebbe essere una stangata. La prima rata funge infatti da acconto ed è calcolata sulle aliquote base fissate dalla Manovra Salva Italia, che impone il 4 per mille sulle prime case e il 7,6 per mille su seconde case e altre tipologie di immobili, applicando le detrazioni eventualmente previste. Nel saldo di dicembre potrebbero invece pesare le scelte dei Comuni, che probabilmente rivedranno al rialzo le aliquote.
 
Ma perché i Comuni nella maggior parte dei casi hanno innalzato le aliquote? Si è trattata di una necessità che ha portato anche allo scontro tra enti locali e Stato. Secondo la nuova normativa in vigore, solo l’Imu sulla prima casa viene incassata per intero dai Comuni, mentre i proventi delle imposte su seconde case e altre tipologie di immobili vanno suddivisi con lo Stato.
Una situazione che ha spinto il Governo a impegnarsi per far tornare dal 2013 il gettito Imu nelle casse comunali. Ne deriverebbe una maggiore autonomia finanziaria, che consentirebbe ai Comuni di abbassare le aliquote.
 
Se dal prossimo anno la situazione potrebbe migliorare, per l’anno in corso si sono registrate lamentele dovute al venir meno di alcune agevolazioni, come quelle sugli immobili storici o fatiscenti, che non saranno più esenti, ma pagheranno un’imposta calcolata su una base imponibile dimezzata.
È invece ancor in bilico l’esenzione per tre anni a favore degli immobili appartenenti alle imprese di costruzione e rimasti invenduti.

 
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