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Casseforme: tecnologie a confronto

Casseforme: tecnologie a confronto

Una panoramica sui sistemi per realizzare le strutture in calcestruzzo: casseri a perdere, riutilizzabili e termici

Vedi Aggiornamento del 12/12/2019
Casseforme: tecnologie a confronto
di Alessandra Marra
Vedi Aggiornamento del 12/12/2019
12/05/2016 - Per la realizzazione di strutture in calcestruzzo armato (pareti, solai, pilastri ecc) è necessario utilizzare in cantiere delle opere provvisionali, come le casseforme, che sostengano il cls prima che acquisisca la sue caratteristiche meccaniche.
 
Ricordiamo infatti che il processo che porta alla realizzazione del cls è lungo e si divide in due parti: la presa e l’indurimento. La presa, che dura circa 24 ore, porta il materiale ad acquisire solo una consistenza solida, l’indurimento (che avviene in 28 giorni circa) porta il cls ad assume le sue caratteristiche meccaniche. 
 
Per aiutare il cls a prendere una forma propria e a raggiungere le sue caratteristiche meccaniche è necessario predisporre delle casseforme, un involucro che possa contenere il cls fluido fino alla fine del processo di presa e dopo l’avvio del processo d’indurimento.
 

Casseforme per opere in calcestruzzo 

Le casseforme sono attrezzature provvisionali e ausiliarie, concepite per contenere il calcestruzzo durante il getto e la maturazione al fine di conferire al calcestruzzo stesso la forma desiderata. Essa può essere costituita da elementi che possono far parte di un sistema funzionale e da elementi assemblati in cantiere.
 
Per una realizzazione a regola d’arte del getto è necessario che la superficie interna del cassero sia pulita e preferibilmente ricoperta di uno strato di disarmante che permetta il facile distacco dal calcestruzzo una volta indurito. I pannelli del cassero devono essere perfettamente sigillati.
 
Le pareti del cassero inoltre non devono aprirsi sotto la spinta del calcestruzzo durante il getto e il cassero deve mantenere inalterata la sua posizione e forma.
 
Tutte le strutture realizzate in calcestruzzo devono essere progettate da un tecnico abilitato che redige un progetto dal quale si ricava il numero e la dimensione delle barre di armatura da inserire nel conglomerato. Queste vengono annegate nel calcestruzzo allo scopo di resistere agli sforzi di trazione, non sopportati dal calcestruzzo. 
 
Il disegno della gabbia di armatura ed il posizionamento delle armature longitudinali varia in funzione della struttura che si deve realizzare (pilastro, balcone, soletta). In fase di montaggio delle armature e dei casseri vengono predisposti i distanziali, appositi elementi che allontanano le armature dalle pareti delle casseforme tenendole in posizione durante il getto e garantendo la corretta esecuzione del copriferro. I ferri di armatura devono essere strettamente legati fra di loro per evitare spostamenti durante il getto.
 
Il conglomerato può essere trasferito nei casseri direttamente mediante scivoli o tubi, oppure con l’ausilio di un’autopompa che permette di superare ostacoli o dislivelli. Tutte le operazioni di getto devono essere eseguite in modo da evitare la caduta del materiale da altezze elevate perché si potrebbe verificare la separazione dell’aggregato grosso (segregazione). Per eseguire un buon getto il riempimento delle casseforme deve avvenire lentamente, evitando così la formazione di bolle o sacche d’aria nel materiale.
 
Durante le operazioni di getto, il calcestruzzo introdotto nelle casseforme contiene sempre una quantità di aria inglobata che deve essere assolutamente eliminata per ottenere un conglomerato durevole e di qualità. Questo scopo si raggiunge attraverso la compattazione o costipazione normalmente eseguita con mezzi meccanici.
 
Tale operazione può essere fatta attraverso un vibratore, ovvero immergendo nel calcestruzzo un elemento affusolato chiamato ago che produce una vibrazione del materiale facilitando la fuoriuscita delle bolle d’aria o attraverso una vibrazione trasmessa al calcestruzzo dalle casseforme.
 

Casseforme a perdere e riutilizzabili

Le casseforme si suddividono in casseri a perdere o riutilizzabili, e possono essere costituiti da diversi materiali, come l’acciaio, la plastica, il legno e da resine e nuovi materiali.
 
Fino ad un po’ di tempo fa l’unico modo per costruire un muro in c.a era attraverso delle casseforme in legno, al cui interno erano già predisposti i ferri e le staffe della rete metallica, per trattenere il calcestruzzo al momento della gettata.
 
Il legno infatti è sempre stato un materiale semplice da lavorare e da sagomare, leggero da manovrare in cantiere e traspirante. Tuttavia ha lo svantaggio di non poter essere utilizzato per più di due o quattro volte in quanto si impregna e perde il suo potere traspirante.
 
A partire dalla metà del Novecento si sono cominciati a sviluppare nuovi sistemi di casseforme con l’obiettivo di industrializzare il cantiere ed aumentarne l'efficienza produttiva. Anche i materiali per le casseforme sono aumentati infatti oggi si possono realizzare con pannelli metallici, pannelli a base di polistirolo espanso o elementi in materiali fibrocompressi o compensati.
 

Casseforme e sistemi di casseratura per cls

Le moderne costruzioni prevedono l’impiego di casseforme evolute che si utilizzano fondamentalmente per la realizzazione di pareti, solai e pilastri.
 
Tra le casseforme per pareti troviamo le casseforme a telaio, a trave e curvilinee.
 
Le casseforme a telaio sono caratterizzate da un telaio perimetrale che protegge da sollecitazioni meccaniche i bordi del pannello di rivestimento, inserito al suo interno. Sono robuste, di lunga durata e facili da montare grazie agli schemi di montaggio predefiniti. I vari moduli sono collegati con un solo componente: una morsa che garantisce giunzioni normali tra gli elementi a telaio e un giusto collegamento tra angoli interni ed esterni. 

Un esempio di cassaforma a telaio è Frami 300 di Doka con telaio in acciaio zincato e il pannello fenolico multistrato che garantiscono elevati standard qualitativi e pannelli leggeri e movimentabili a mano.

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Un altro esempio è offerto da DESTIL di FARINA CASSEFORME che grazie al suo profilo ed al miglioramento della finitura finale del getto di calcestruzzo, si rende utile ed ideale per i lavori faccia a vista.
 
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Le casseforme a travi sono i sistemi di casseratura realizzati con travi che consentono di realizzare giunti senza imperfezioni e possono essere utilizzati per edilizia residenziale e industriale.
 
Tra le casseforme a travi c'è OMNI di CONDOR con travi in legno H20, correnti in acciaio e pannello multistrato a contatto con il getto, adattabile ad ogni esigenza progettuale in base a specifiche sia statiche che funzionali, per la presenza di componenti di produzione standard che permettono di ottenere tutte le configurazioni necessarie.

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Un altro esempio è MAXIMIX di PILOSIO, un sistema di casseratura a trave PL20 per pareti che consente di realizzare pannelloni con elevate portate e peso contenuto.

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Alcuni opere, per la loro conformazione curvilinea, richiedono l’utilizzo di casseforme circolari che consentono di realizzare circonferenze sia di piccoli sia di grandi raggi.
 
Tra le cassaforme circolari c'è Modulo curvo di FARESIN BUILDING che permette di realizzare vasche, silos, rampe di accesso e qualsiasi struttura curvilinea con risultato perfettamente liscio e rotondo e di realizzare molteplici raggi di curvatura.
 
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Anche tra le casseforme per solai ci sono quelle a telaio e a travi.
 
Un esempio di cassaforma a telaio per solaio è SKYDECK di PERI, sistema che consente il disarmo parziale anticipato riducendo la quantità di cassaforma necessaria e riducendo il numero di puntelli.

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Tra le casseforme a travi per solaio c'è MULTIFLEX di PERI, un sistema modulare costituito da puntelli per solai con accessori, travi di orditura primaria e secondaria e pannelli.

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Infine ci sono le casseforme per pilastri, che possono dar vita alla realizzazione di pilastri circolari o rettangolari.
 
Un esempio di cassaforma per pilastro circolare è GEOTUB di GEOPLAST, in plastica e utilizzabile per più getti che permette un disarmo facile e veloce senza impiego di disarmanti.
 
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Tra le aziende per realizzare un pilastro rettangolare c'è OLYMPUS di PROJECT FOR BUILDING in pannelli di legno trattati, con incorporate fasce metalliche con la caratteristica principale di realizzare dei pilastri con dimensioni di larghezza variabile.  
 
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Casseforme a perdere

Quando una cassaforma non viene rimossa ma rimane solidale con il getto di cls si parla di cassaforma a perdere. In questo caso ogni cassaforma viene usata per un solo getto, anziché essere utilizzata più volte.
 
Un esempio di cassaforma a perdere ante litteram era quella che usavano gli antichi Romani nel muro a sacco. Infatti usavano costruire due murature parallele tra le quali gettavano del calcestruzzo, facendo diventare i muri solidali con il calcestruzzo e fornendogli, allo stesso tempo, la cassaforma per il getto.
 
Un esempio di casseforme a perdere è FLASHFOND EVO di FLASHFOND, un cassero a perdere per realizzare fondazioni, plinti, bicchieri per pilastri prefabbricati, platee e berlinsi, costituito da pannelli di lamiera zincata di varie altezze e una lunghezza standard di 2,40 metri lineari.

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Questa tipologia è utilizzata anche per i pilastri come si nota in TUBIX - T di PONTAROLO ENGINEERING un cassero a perdere in cartone con rivestimento interno spiralato o liscio in carta politenata composto da due strati: il primo strato di cartone che garantisce la resistenza alla pressione idrostatica del calcestruzzo, il secondo di polistirolo che permette di creare la forma desiderata.
 
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Un altro esempio è Cassero per pilastri cilindrici di DIDOR ITALIA costituiti da due elementi: uno esterno costituito dal tubo in cartone che contiene la pressione del cls e l’altro interno in polistirolo rivestito di pellicola vinilica che da la forma.

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Casseforme termiche

Alcune strutture realizzate con casseforme a perdere, spesso contengono materiali termoisolanti per conferire alla struttura un'idonea inerzia termica al fine di prevenire ponti termici. Ciò ha innumerevoli vantaggi tra cui la riduzione dei consumi energetici sia d’estate che d’inverno, la salubrità degli ambienti, la versatilità e la praticità.
 
Un esempio è la Cassaforma T-Rock® C.A. KLIMA di T-ROCK® BY NUOVA CEVAL, un sistema costituito da lastre-pannello speciali in calcestruzzo ad alta resistenza, da vincoli strutturali in acciaio zincato e/o inox tra loro interconnessi ed interagenti e da lastre isolanti atti a realizzare una struttura tridimensionale autoportante meccanicamente resistente da completare in opera con l'inserimento delle lastre di isolante, l'armatura metallica ed il calcestruzzo.
 
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Un altro esempio è MURO PLASTBAU® 3 di POLIESPANSO costituito da elementi in polistirene espanso con doppia funzione: cassero per il contenimento dei getti in cls in prima fase ed elevata coibentazione permanente in seconda fase.
 
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Tra i casseri isolanti per pareti in c.a. c’è anche ARGISOL di BIOISOTHERM, un sistema di costruzione costituito da casseri isolanti a perdere con i quali si costruiscono pareti portanti in calcestruzzo ben isolate. In questo modo si riducono i costi di gestione del cantiere, si velocizza la posa e richiede minor tempo rispetto a sistemi tradizionali e, grazie al Neopor posizionato nella parete, permette l'eliminazione totale dei ponti termici e l'insorgere di condense o muffe.

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Un altro modo per realizzare una struttura muraria portante isolata è il Modulo a getto singolo ECOSISM con trama tridimensionale realizzata con un filo d’acciaio galvanizzato. 

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