Ponti e viadotti, Province: ‘servono 3,2 miliardi di euro’
04/12/2019 - Dei 30.000 tra ponti, viadotti e gallerie che si trovano sui circa 100 mila chilometri di strade gestiti dalle Province delle Regioni a Statuto Ordinario, circa 2.000 necessitano di interventi urgenti, per poco meno di 4.000 sono già noti gli interventi necessari mentre per oltre 14.000 occorrono indagini tecnico diagnostiche.
Ponti e viadotti, Province: ‘servono 3,2 miliardi di euro’
Per il primo gruppo di 6.000 opere, le risorse necessarie per intervenire ammontano a 2 miliardi e 454mila euro, per il secondo la stima dei costi ammonta a circa 566 milioni di euro; il totale delle risorse necessarie è pari a 3,2 miliardi di euro.
I dati arrivano dall’Unione delle Province Italiane (UPI), interpellata dai Provveditori Regionali alle Opere Pubbliche per effettuare un monitoraggio sulle opere infrastrutturali in gestione. L’UPI ha chiesto alle 76 Province di inviare i dati distinguendo tra:
- le opere già sottoposte a monitoraggio o su cui siano stati avviati o programmati interventi, quindi con una fase di progettazione, quantomeno lo studio di fattibilità, già avviata e con una stima dei costi. Per queste opere è stata chiesta una indicazione di priorità;
- le opere su cui si ritiene necessario procedere con indagini tecnico-diagnostiche approfondite, con la stima media dei costi necessari.
Delle 2.000 strutture che hanno bisogno di interventi urgenti (priorità 1), 802 interventi hanno già un progetto: 129 sono in fase di progettazione esecutiva, 61 di progettazione definitiva e 612 di progettazione in fase preliminare o di fattibilità.
UPI: ‘risorse per strade e scuole dimezzate in 10 anni’
UPI ricorda che dal 1979 ad oggi il parco mezzi circolante sulla rete stradale nazionale è aumentato di quasi 2 volte e mezzo. La circolazione dei mezzi pesanti è di circa il 10%. Senza una manutenzione periodica annuale l’intera funzionalità della rete viaria viene compromessa.
Nel 2009 le Province avevano a diposizione 1 miliardo 947 milioni di euro per investimenti su strade e scuole; nel 2013 si scese a 1 miliardo 328 milioni per arrivare nel 2015 a 981 milioni. Nel 2017 il calo si attesta a 712 milioni nel 2018, un crollo di oltre il 51% (fonte Siope).
La spesa per le funzioni fondamentali (strade, scuole) è passata da 2 miliardi e 168 milioni di euro del 2010 a 1 miliardo 387 milioni nel 2015: una variazione pari a -36% (Fonte, Conti Consuntivi).
Il piano dei 1.600 cantieri da 2,3 miliardi di euro
Per mettere in sicurezza le strade provinciali e i relativi ponti, viadotti e gallerie, ma anche per avviare un’opera di modernizzazione dell’intera rete viaria provinciale, le Province hanno messo a punto un piano da 1.600 progetti per un fabbisogno di più di 2,3 miliardi di euro.
Ma dove reperirli? La proposta avanzata dal responsabile UPI per le Infrastrutture, Vittorio Poma, Presidente della Provincia di Pavia, alla riunione della Cabina di regia Strategia Italia a Palazzo Chigi, è quella di destinare a questa grande opera di modernizzazione della rete viaria le risorse non spese dalle grandi aziende di Stato.
La riunione della Cabina di regia Strategia Italia ha fatto il punto sullo stato degli investimenti statali finanziati con il fondo per il contrasto al dissesto idrogeologico. “Un quadro - sottolinea il Presidente Poma - che evidenzia ritardi sul piano nazionale, che rischiano di vanificare gli sforzi del Governo per reperire risorse destinate agli investimenti”.
“L’unico fondo che è risultato essere stato completamente speso, e nei tempi, è quello assegnato a Province e Città metropolitane per la messa in sicurezza delle strade in gestione. Per questo avanziamo al Governo e al Parlamento una richiesta chiara, che può trovare spazio anche nella manovra in esame: le risorse che le grandi aziende di Stato non riescono ad utilizzare in investimenti per le grandi opere siano destinate a finanziare il Piano il cui fabbisogno è stato rilevato ed accertato dagli Uffici tecnici delle Province”.
“Questo permetterebbe l’apertura di oltre 1.600 cantieri in tutto il Paese, a vantaggio non solo delle comunità e dei cittadini, che troverebbero una risposta alle loro richieste di sicurezza ed efficienza, ma anche delle economie locali. Una richiesta che abbiamo avanzato ufficialmente ieri alla Cabina di Regia al Governo e su cui siamo pronti da subito al confronto”.