09/12/2020 - Migliorare la sicurezza delle infrastrutture e monitorare il rischio di crolli e incidenti. È questo l’obiettivo di “1000 infrastrutture da monitorare”, il progetto del valore di circa 500 milioni di euro promosso da Torino Wireless per il Piemonte, Tern per la Basilicata, Dac per la Campania e SiiT per la Liguria e da IIT e Scuola Superiore Sant’Anna, che è stato presentato nei giorni scorsi al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
Il progetto ‘1000 infrastrutture da monitorare’
“1000 infrastrutture da monitorare” prevede lo sviluppo di una piattaforma di monitoraggio formata da
sensoristica avanzata e software per la rilevazione dei dati e data analysis, capace di fornire informazioni dettagliate dello stato di conservazione delle strutture monitorate e di rilevare i fattori di rischio, sia per pianificare e guidare le operazioni di consolidamento sia per allertare, con sufficiente tempestività, la popolazione.
Il progetto, della durata di 36 mesi, prevede
tre fasi. Una prima fase del piano sarà dedicata alla
valutazione delle esigenze e alla definizione delle tecnologie da utilizzare, una seconda fase di
sperimentazione su un numero limitato di infrastrutture indicate dal Ministero dei Trasporti (MIT) per poi estendere, nella terza fase, l’
applicazione della piattaforma di monitoraggio a 1000 infrastrutture in tutta Italia.
Il progetto ha visto un lavoro di condivisione e confronto con enti di ricerca, università, imprese e potenziali utilizzatori ed è ora in sede di valutazione da parte del Ministero dei Trasporti.
‘1000 infrastrutture da monitorare’, i partner
Oltre ai promotori, il progetto vede l’adesione di oltre
60 partner industriali e di ricerca tra cui grandi aziende come: Leonardo, Fincantieri, Ferrovie dello Stato, RFI, Anas, Gruppo Gavio, Engineering, Ericsson, importanti Enti di Ricerca tra cui ENEA, CNR, Politecnico di Torino, Fondazione LINKS e una cinquantina di
PMI e startup innovative.
‘1000 infrastrutture da monitorare’, l’investimento
Il progetto prevede un investimento totale di circa
500 milioni di euro e un importante impatto sul fronte dell’occupazione. L’obiettivo è poter concorrere all’assegnazione dei finanziamenti attraverso il pacchetto di fondi a sostegno della ripresa in Europa,
Next Generation EU.