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Ponti e viadotti, pronti 1,15 miliardi di euro per la messa in sicurezza e la sostituzione

Ponti e viadotti, pronti 1,15 miliardi di euro per la messa in sicurezza e la sostituzione

Pubblicato il decreto che finanzierà la manutenzione straordinaria e la ricostruzione delle strutture di competenza di Province e Città metropolitane

Vedi Aggiornamento del 19/07/2022
Ponti e viadotti, pronti 1,15 miliardi di euro per la messa in sicurezza e la sostituzione
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 19/07/2022
20/07/2021 - Province e Città metropolitane avranno a disposizione 1,15 miliardi di euro per mettere in sicurezza i ponti e viadotti esistenti e realizzarne di nuovi in sostituzione di quelli con problemi strutturali.
 
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 7 maggio 2021 del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) che ripartisce 1 miliardo e 150 milioni di euro (350 milioni per il 2021, 450 milioni per il 2022 e 350 milioni per il 2023) tra le Province e le Città metropolitane delle regioni a statuto ordinario e delle Regioni Sardegna e Sicilia. Le risorse sono state distribuite sulla base di tre parametri: consistenza della rete viaria; parco circolante mezzi; vulnerabilità fenomeni naturali.
 
In percentuale, i fondi sono così suddivisi:
Emilia-Romagna - 10,96%
Lombardia - 10,62%
Toscana - 10,11%
Sicilia - 8,22%
Campania - 7,6%
Piemonte - 6,83%
Veneto - 6,6%
Lazio - 6%
Calabria - 5,68%
Puglia - 5%
Abruzzo - 4,68%
Marche - 4,5%
Liguria - 3,29%
Sardegna - 3,17%
Umbria - 2,24%
Molise - 2,19%
Basilicata - 2,18%
 


I fondi dovranno essere utilizzati per la messa in sicurezza dei ponti e viadotti esistenti e per la realizzazione di nuovi ponti in sostituzione di quelli esistenti con problemi strutturali di sicurezza. Tra le spese ammissibili ci sono: censimento, classificazione del rischio, verifica della sicurezza, progettazione, direzione lavori, collaudo, controlli in corso di esecuzione e finali, monitoraggio strutturale, rilievi, studi e rilevazioni di traffico.
 
Con la pubblicazione del DM 7 maggio 2021, la palla passa alle Province e alle Città metropolitane che devono avviare il Programma triennale 2021-2023 contenente gli interventi di manutenzione straordinaria e di adeguamento normativo e/o di ricostruzione, gli aspetti connessi alla durabilità degli interventi, ai benefici apportati in termini di sicurezza, di riduzione del rischio, di qualità della circolazione degli utenti ed i relativi costi, nonché il cronoprogramma degli interventi.
 
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