Network
Pubblica i tuoi prodotti
Salva Casa, novità in arrivo per stato legittimo e cambi di destinazione d’uso

Salva Casa, novità in arrivo per stato legittimo e cambi di destinazione d’uso

Tra gli emendamenti presentati, anche ulteriori semplificazioni per l’edilizia libera, l’utilizzo di sottotetti e locali interrati e le tolleranze

Vedi Aggiornamento del 12/11/2024
Decreto Salva Casa, gli emendamenti presentati - Foto: Andrea Izzotti 123rf.com
Decreto Salva Casa, gli emendamenti presentati - Foto: Andrea Izzotti 123rf.com
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 12/11/2024
02/07/2024 - Sta entrando nel vivo la conversione in legge del Decreto Salva Casa, il DL 69/2024 con le disposizioni urgenti in materia di semplificazione edilizia e urbanistica.
 
Al testo, in esame presso la Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, sono stati presentati oltre 500 emendamenti. Una parte di essi sono stati ‘segnalati’ e dovrebbero, per questo, avere più chances di essere approvati. Ecco cosa propongono alcuni degli emendamenti segnalati.
 
Si propone di consentire il recupero dei sottotetti anche se le dimensioni del lotto di pertinenza non permettono il rispetto delle distanze minime tra edifici e confini, qualora previsto dalla legge regionale.
 
L’estensione ai ‘porticati rientranti all’interno dell’edificio’ nella norma che consente di chiuderli con VEPA in regime di edilizia libera è messa in discussione da due emendamenti che propongono di escludere i porticati gravati da diritti di uso pubblico o da servitù di uso pubblico e i porticati collocati nei fronti esterni dell’edificio prospicenti la viabilità pubblica o altri spazi pubblici.
 
Altri emendamenti propongono modifiche alle caratteristiche delle altre installazioni che il Salva Casa ha semplificato - tende da sole, tende da esterno, tende a pergola con telo retrattile - e chiedono di aggiungere alla lista altri elementi: le pergole coperte da elementi di vetro e le finestre per tetti.
 
Si chiede di disporre che lo stato legittimo dell’immobile possa essere stabilito anche dal certificato di abitabilità o di agibilità dell’immobile, rilasciato all’esito di un procedimento idoneo a verificare l’esistenza del titolo abilitativo che ne ha previsto la costruzione o che l’ha legittimata, integrati con gli eventuali titoli successivi che hanno abilitato interventi parziali.
 
Un’altra proposta è quella per cui lo stato legittimo dell’immobile sia stabilito anche dai titoli edilizi in sanatoria, rilasciati anche a seguito di istanza di condono edilizio, o dalle tolleranze costruttive ed esecutive, o dalla regolarizzazione delle difformità che consegue al pagamento delle sanzioni pecuniarie, attestato dal tecnico abilitato.
 

Altri documenti idonei ad attestare lo stato legittimo degli immobili costruiti prima del 1977 possono essere - secondo i parlamentari - le planimetrie catastali di primo impianto. Per le varianti realizzate in sede di realizzazione degli immobili ante ’77, sono proposte forme semplificate di regolarizzazione delle parziali difformità.
 
Si propone di consentire l’utilizzo per servizi alla clientela e complementari alle attività ricettivo-alberghiere, dei locali interrati e seminterrati di fabbricati destinati a attività ricettivo-alberghiere, previa Scia.
 
Altre proposte emendative intervengono sulle norme relative ai cambi di destinazione d’uso: quelle della maggioranza propongono di rendere ancora più facile i passaggi e le procedure; quelle delle opposizioni cercano di porre degli argini, come le limitazioni alla trasformazione delle locazioni di durata in locazioni turistiche brevi.
 
Altri emendamenti della maggioranza puntano a ridurre il perimetro delle variazioni essenziali, al fine di allargare quello delle difformità parziali per le quali è consentito l’accertamento di conformità semplificato e, di conseguenza, l’ottenimento della sanatoria edilizia del Salva Casa.
 
Altri emendamenti chiedono di elevare dal doppio al triplo dell’aumento del valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione degli interventi, la sanzione applicata a chi chiede la sanatoria.
 
Alle tolleranze esecutive, esistenti al 24 maggio 2024, si chiede di aggiungerne altre, come la roto-traslazione di modesta entità dell’edificio oppure le tolleranze costruttive negli immobili che ormai hanno l’agibilità. Un’altra proposta è quella di eliminare il termine del 24 maggio 2024.
 
Dalla maggioranza arriva anche la richiesta di considerare legittime le tolleranze fino al 10% negli edifici ante-1985. Infine, la Lega chiede di arrivare al 15% per unità immobiliari destinate ad abitazione principale qualora l’ampliamento sia dovuto alla nascita di figli. E ancora, la maggioranza chiede di ricomprendere nelle tolleranze anche la forma e dimensione delle aperture interne ed esterne.

Arriva da Fratelli d’Italia la proposta di non demolire le opere edilizie eseguite in parziale difformità su edifici ante-1977 ma di consentirne la regolarizzazione attraverso il pagamento di una multa da 250 a 25.000 euro e la presentazione di una SCIA in sanatoria che garantisca l’ottenimento dell’agibilità anche senza l’osservanza dei parametri urbanistici ed edilizi. Altri gruppi hanno presentato proposte simili, prevedendo, ad esempio, in aggiunta alla sanzione, il pagamento del doppio del contributo di costruzione.

Sono numerose le proposte emendative che estendono le casistiche e semplificano ulteriormente i requisiti richiesti per ottenere il permesso di costruire in sanatoria.
 
Secondo il DL Salva Casa, si può ottenere la sanatoria edilizia se le irregolarità risultano conformi alla disciplina urbanistica vigente al momento della presentazione della domanda e ai requisiti prescritti dalla disciplina edilizia vigente al momento della realizzazione dell’intervento.
 
Da Fratelli d’Italia arriva la proposta di consentire agli immobili realizzati in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali, in assenza di Scia o in totale difformità da essa, di ottenere il permesso in sanatoria a condizione che l’intervento sia conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della presentazione della domanda. Un emendamento simile aggiunge una condizione: che la disciplina urbanistica ed edilizia non sia stata modificata nell’ultimo triennio.
 
È di Forza Italia la proposta di consentire l’ottenimento del permesso in sanatoria per le opere realizzate prima del 24 maggio 2024, rientranti nella tipologia di servizi e/o pertinenze dell’abitazione principale la cui superficie non superi il 25% della stessa abitazione e che non hanno un valore autonomo rispetto all’abitazione.
 
Le più lette