
Codice antincendio, ingegneri: ‘troppe responsabilità e nessun guadagno in più’
ANTINCENDIO
Codice antincendio, ingegneri: ‘troppe responsabilità e nessun guadagno in più’
CNI: più della metà dei professionisti continua a progettare con le vecchie disposizioni prescrittive
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del 13/09/2021

02/10/2019 - Il Codice di prevenzione incendi (DM 3 agosto 2015) ha grandi potenzialità grazie all’introduzione di norme prestazionali ma richiede più studio e responsabilità da parte dei progettisti che, nell’applicarlo, non riscontrano un incremento dell’onorario. Per questo, il 53,3% degli ingegneri continua a prediligere le vecchie disposizioni prescrittive.
Questa, in sintesi, la conclusione del sondaggio condotto dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI), al quale hanno partecipato circa 5mila ingegneri iscritti negli elenchi del Ministero dell'Interno, sul Codice antincendio in vigore da 4 anni.
L’analisi diventa così più mirata, consente di ottenere risultati più aderenti alla realtà e di commisurare le misure di protezione antincendio alle reali necessità. Ciò, però, richiede più lavoro da parte del professionista che deve studiare soluzioni sempre nuove piuttosto che applicare in maniera lineare una norma.
Il 42% del totale degli ingegneri che ha progettato utilizzando il Codice ha riscontrato vantaggi concreti nella progettazione secondo le nuove norme introdotte, mentre per il 29,2% non ci sono stati vantaggi o scostamenti, il 21% ha trovato invece le soluzioni tecniche del Codice più gravose rispetto ai metodi tradizionali. Il 7% non ha saputo invece esprimere un’opinione.
Il 37,7% dei professionisti che ha utilizzato il Codice riscontra un maggiore carico di responsabilità, mentre per il 23,9% solo l’adozione di soluzioni alternative porta ad un incremento del carico di responsabilità. Per il 20,7% la responsabilità è rimasta identica rispetto a quella del principio di sussidiarietà introdotto dal DPR 151/2011 e circa il 13% considera la valutazione del progetto da parte dei Vigili del Fuoco un elemento ulteriore di garanzia che limita la responsabilità del professionista.
Nella platea dei professionisti che hanno portato a termine i progetti utilizzando il Codice, alla domanda “Sei riuscito a ottenere un maggiore riconoscimento economico e professionale progettando con il Codice?” solo il 7,7% ha risposto positivamente, mentre per il 61,1% dei professionisti i committenti non hanno saputo riconoscere le modifiche come rilevanti e di conseguenza non hanno corrisposto compensi maggiori.
Per il 19,9% il maggiore sforzo profuso e riconosciuto dal committente non ha prodotto maggiori compensi economici. Per oltre l’80% dei professionisti l’applicazione del Codice non ha comportato un vantaggio di natura economica.
Anche se gli ingegneri riconoscono le potenzialità del Codice, il 53,3% ha risposto di continuare a prediligere i criteri generali di prevenzione, mentre il 22,9% ha progettato utilizzando senza difficoltà il Codice. Il 18,4% ha riscontrato invece difficoltà tali che lo hanno fatto desistere completamente dall’utilizzo delle nuove norme.
Secondo il CNI i motivi possono essere diversi ma riconducibili principalmente alla naturale “resistenza al cambiamento”, favorita dal mantenimento del doppio binario di progettazione che ha indotto (soprattutto i progettisti già affermati) a continuare a progettare con i criteri generali di prevenzione incendi, più empirici ma già interiorizzati da tempo. Sicuramente l’imminente eliminazione (20 ottobre 2019), seppur non complessiva, del doppio binario costringerà anche i più restii ad affrontare e digerire i cambiamenti introdotti.
Questa, in sintesi, la conclusione del sondaggio condotto dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI), al quale hanno partecipato circa 5mila ingegneri iscritti negli elenchi del Ministero dell'Interno, sul Codice antincendio in vigore da 4 anni.
Progettazione antincendio: responsabilità e compensi
Il DM 3 agosto 2015 valorizza il lavoro dei professionisti attraverso l’utilizzo di regole meno prescrittive, più prestazionali; l’approccio prestazionale a differenza del prescrittivo (rigido e inadeguato soprattutto per situazioni complesse ove spesso è difficile rispettare prescrizioni) consente una valutazione quantitativa oltre che qualitativa del livello di sicurezza antincendio.L’analisi diventa così più mirata, consente di ottenere risultati più aderenti alla realtà e di commisurare le misure di protezione antincendio alle reali necessità. Ciò, però, richiede più lavoro da parte del professionista che deve studiare soluzioni sempre nuove piuttosto che applicare in maniera lineare una norma.
Il 42% del totale degli ingegneri che ha progettato utilizzando il Codice ha riscontrato vantaggi concreti nella progettazione secondo le nuove norme introdotte, mentre per il 29,2% non ci sono stati vantaggi o scostamenti, il 21% ha trovato invece le soluzioni tecniche del Codice più gravose rispetto ai metodi tradizionali. Il 7% non ha saputo invece esprimere un’opinione.
Il 37,7% dei professionisti che ha utilizzato il Codice riscontra un maggiore carico di responsabilità, mentre per il 23,9% solo l’adozione di soluzioni alternative porta ad un incremento del carico di responsabilità. Per il 20,7% la responsabilità è rimasta identica rispetto a quella del principio di sussidiarietà introdotto dal DPR 151/2011 e circa il 13% considera la valutazione del progetto da parte dei Vigili del Fuoco un elemento ulteriore di garanzia che limita la responsabilità del professionista.
Nella platea dei professionisti che hanno portato a termine i progetti utilizzando il Codice, alla domanda “Sei riuscito a ottenere un maggiore riconoscimento economico e professionale progettando con il Codice?” solo il 7,7% ha risposto positivamente, mentre per il 61,1% dei professionisti i committenti non hanno saputo riconoscere le modifiche come rilevanti e di conseguenza non hanno corrisposto compensi maggiori.
Per il 19,9% il maggiore sforzo profuso e riconosciuto dal committente non ha prodotto maggiori compensi economici. Per oltre l’80% dei professionisti l’applicazione del Codice non ha comportato un vantaggio di natura economica.
Antincendio: il livello di conoscenza degli ingegneri
Tra tutti i professionisti antincendio iscritti all’albo, il 54% degli intervistati ha risposto di avere una conoscenza sufficiente, mentre solo l’1,3% del campione ha affermato di non avere nessuna familiarità con le suddette norme. La percentuale dei professionisti che hanno affermato di possedere una conoscenza approfondita del Codice è del 18,4%, mentre il 25% ne ha una conoscenza parziale.Anche se gli ingegneri riconoscono le potenzialità del Codice, il 53,3% ha risposto di continuare a prediligere i criteri generali di prevenzione, mentre il 22,9% ha progettato utilizzando senza difficoltà il Codice. Il 18,4% ha riscontrato invece difficoltà tali che lo hanno fatto desistere completamente dall’utilizzo delle nuove norme.
Secondo il CNI i motivi possono essere diversi ma riconducibili principalmente alla naturale “resistenza al cambiamento”, favorita dal mantenimento del doppio binario di progettazione che ha indotto (soprattutto i progettisti già affermati) a continuare a progettare con i criteri generali di prevenzione incendi, più empirici ma già interiorizzati da tempo. Sicuramente l’imminente eliminazione (20 ottobre 2019), seppur non complessiva, del doppio binario costringerà anche i più restii ad affrontare e digerire i cambiamenti introdotti.