
Ristrutturazione e costruzione impianti sportivi, in vigore le norme semplificate
RISTRUTTURAZIONE
Ristrutturazione e costruzione impianti sportivi, in vigore le norme semplificate
Affidamenti fino a un milione di euro in deroga al Codice Appalti. Operativa la riforma dello sport
Vedi Aggiornamento
del 19/10/2022

06/04/2021 - Costruzione e ristrutturazione degli impianti sportivi con procedure semplificate e lavori in deroga al Codice Appalti. È entrato in vigore il Decreto Legislativo 38/2021, uno dei decreti attuativi della riforma dello sport.
È consentita la realizzazione di immobili con destinazione d’uso diversa da quella sportiva, purchè complementari o funzionali al finanziamento o alla fruibilità dell’impianto sportivo. È invece esclusa la realizzazione di complessi di edilizia residenziale.
Gli interventi possono prevedere la demolizione di un impianto esistente e la sua ricostruzione con sagoma e volumetria diverse.
Prima di avviare i lavori, il Comune deve indire una Conferenza di servizi per dichiarare il pubblico interesse dell’opera entro 60 giorni. Dopo aver ottenuto la dichiarazione, il proponente presenta il progetto definitivo e stipula il contratto con l’Ente locale.
Nei lavori di importo inferiore a un milione di euro, o in quelli di importo superiore nei quali le sovvenzioni pubbliche dirette non superino il 50% dell’importo, non si applicano né le disposizioni del Codice Appalti né le regole più stringenti dettate per gli impianti esistenti sulle aree pubbliche.
Se il progetto preliminare, accompagnato da un piano di fattibilità economico-finanziaria per la rigenerazione, riqualificazione, ammodernamento e gestione dell’impianto è presentato da un’associazione o società sportiva dilettantistica, con l’obiettivo di favorire l’aggregazione e l’inclusione sociale, l’ente locale interessato, dopo aver valutato l’interesse pubblico dell’opera, affida direttamente all’associazione proponente la gestione gratuita dell’impianto per una durata non inferiore a cinque anni.
Le semplificazioni che introduce si affiancano a quelle già previste dal Decreto Semplificazioni, in particolare alla possibilità di realizzare interventi di adeguamento degli impianti sportivi in deroga alle norme del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Impianti sportivi, costruzione e ristrutturazione semplificata
Il privato o la società sportiva interessata alla realizzazione degli interventi, deve presentare al Comune il documento di fattibilità delle alternative progettuali corredato dal piano economico-finanziario.È consentita la realizzazione di immobili con destinazione d’uso diversa da quella sportiva, purchè complementari o funzionali al finanziamento o alla fruibilità dell’impianto sportivo. È invece esclusa la realizzazione di complessi di edilizia residenziale.
Gli interventi possono prevedere la demolizione di un impianto esistente e la sua ricostruzione con sagoma e volumetria diverse.
Prima di avviare i lavori, il Comune deve indire una Conferenza di servizi per dichiarare il pubblico interesse dell’opera entro 60 giorni. Dopo aver ottenuto la dichiarazione, il proponente presenta il progetto definitivo e stipula il contratto con l’Ente locale.
Nei lavori di importo inferiore a un milione di euro, o in quelli di importo superiore nei quali le sovvenzioni pubbliche dirette non superino il 50% dell’importo, non si applicano né le disposizioni del Codice Appalti né le regole più stringenti dettate per gli impianti esistenti sulle aree pubbliche.
Se il progetto preliminare, accompagnato da un piano di fattibilità economico-finanziaria per la rigenerazione, riqualificazione, ammodernamento e gestione dell’impianto è presentato da un’associazione o società sportiva dilettantistica, con l’obiettivo di favorire l’aggregazione e l’inclusione sociale, l’ente locale interessato, dopo aver valutato l’interesse pubblico dell’opera, affida direttamente all’associazione proponente la gestione gratuita dell’impianto per una durata non inferiore a cinque anni.
Impianti sportivi, la riforma dello sport
Il D.lgs 38/2021 attua la Legge 86/2019 sulla riforma dello sport.Le semplificazioni che introduce si affiancano a quelle già previste dal Decreto Semplificazioni, in particolare alla possibilità di realizzare interventi di adeguamento degli impianti sportivi in deroga alle norme del Codice dei beni culturali e del paesaggio.